Nell’assenza di regole e di un piano energetico regionale, le lobby politico-economiche e le multinazionali vogliono trasformare la Sardegna in una piattaforma energetica in spregio della vocazione agricola dei terreni, della sussistenza di beni archeologici ambientali e paesaggistici, e soprattutto del parere delle comunità.

Non a caso i sindaci e i comuni non vengono neppure interpellati e le multinazionali trattano direttamente con i proprietari dei terreni su cui vorrebbero installare le pale eoliche e i pannelli fotovoltaici con la finta promessa di facili guadagni.

Gli interessi e il futuro delle comunità sono minacciati e compromessi da quelli privatistici e speculativi di chi crede di poter fare quello che vuole a scapito della collettività.

Di fronte a questa arrogante manifestazione di colonialismo non possiamo che sostenere le proteste ormai sempre più frequenti e diffuse nell’intera isola.

Se di transizione energetica vogliamo parlare, le modalità, la scelta delle tecnologie, dei siti su cui eventualmente installare parchi eolici e fotovoltaici, la ricaduta economica per le comunità oltre che per i proprietari dei terreni, devono essere decise dalle comunità stesse in una contrattazione alla pari con le società proponenti. Per noi è una questione di sovranità del popolo sardo e ribadiamo quanto già espresso da oltre un anno.

Condividendo nell’immediato la richiesta di sospensione dell’iter approvativo della miriade di progetti che sono stati già presentati, una rappresentanza di Liberu sarà presente alla manifestazione indetta per il 14 settembre a Cagliari dai comitati contro la speculazione energetica.

Potete leggere qui la nostra proposta:

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